Sognando il Messico, il Canada, Cuba, la Patagonia… possiamo tentare qualche pesce vero nei corsi d’acqua della nostra amata - odiata città. Eh si! perchè se ci prendiamo un’oretta e proviamo a fermarci lungo i navigli di Milano o appena fuori ci potremmo anche stupire.

Carpe, cavedani, persici, barbi, anguille e qualche trota sfuggita ai garisti, popolano le acque dei navigli di Milano.

Perchè non tentare qualche cavedano con la coda verso sera?

Ed è cosi che da qualche giorno snobbo il bersagliere e passo un’oretta a lanciare lungo le rive cittadine del naviglio grande a tre minuti da casa mia. L’attrezzatura è la fida canna LIDL con una coda #5, un fluorcarbon 0.14 e l’infallibile sommersina nera in leggera trattenuta vicino alla sponda.

Per pescare nel naviglio è sufficiente la licenza governativa. L’unico accorgimento è quello di portarsi un guadino telescopico.

…provare per credere!

La home page di RF7Una nuova realtà associativa di volontariato sta nascendo nella nostra zona.
Riporto dalla loro home page

La “Rinomata Fonderia Sette” è una Associazione di Volontariato quindi una Associazione senza fini di lucro, nata nel Dicembre 2007 da una idea di alcune persone abituali frequentratrici dell’area verde urbana.

Ad oggi rileviamo una ampia adesione al progetto “laboratorio” sia sotto l’aspetto delle adesioni sociali ed una dichiarata disponibilità di amici/soci disponibili a lavorare volontariamente alla realizzazione di corsi.
Siamo pronti ad organizzare corsi dedicati ai giovanissimi ed ai non più giovani :
CORSI DI CHITARRA E PIANOFORTE
CORSO DI BASE PER UTILIZZO DEL PC
INCONTRI E PROIEZIONI SULLA STORIA E ORIGINI DEL TERRITORIO
INCONTRI E PROIEZIONI SULLA STORIA “AGRICOLA” NELL’OVEST MILANESE
INCONTRI E DIBATTITI SU “PASSATO ED IL FUTURO DEL PARCO DELLE CAVE”
INCONTRI E DIBATTITI sul “MONDO ASSOCIATIVO AL PARCO DELLE CAVE”
INCONTRI CON IL MONDO DELL’ARTE E DELLA LETTERATURA

L’idea sta nel tentare di dare vita, all’interno del Parco delle Cave - Milano, ad un Laboratorio Artistico Culturale.

Essendo questa allo stato attuale “un progetto sociale” necessita del sostegno e della adesione di un numero di cittadini alquanto elevato ( almeno qualche centinaio ) al fine di dare forza al progetto stesso nel momento in cui sarà presentato (formalmente) e promosso presso la Pubblica Amministrazione Milanese.
Quello che sta negli obiettivi dei soci della R.F.7 è già a un buon punto, le adesioni hanno già ampiamente superato quota 200, le disponibilità al fare non mancano certo
è giunto quindi il momento di richiedere adeguata sede presso gli organi e l’assessorato competenti :
Consiglio di zona 7 (presidente Dott. Pietro Accame)
Italia Nostra-cfu (dott.sa Bertacchi - arch. Luca Carra)
Assessorato Parchi e Giardini (Assessore Maurizio Cadeo)

A tutti i soggetti succitati proporremo di assegnarci in “Comodato gratuito” dell’ex ristorante “Il Bersagliere” di via Pompeo Marchesi in quanto unica struttura compatibile esistente nell’area del Parco che da ormai alcuni anni non utilizzata.

Per questo motivo aspettiamo anche la TUA adesione ricordandoti che è attualmente gratuita in quanto allo stato attuale una delle poche cose di cui non abbiamo assolutamente necessità è IL VIL DENARO………

presto appronteremo la home page con ampia descrizione di chi siamo e come e dove vorremmo realizzare il LABORATORIO ARTISTICO

…in bocca al lupo RF7!

il sito di della Rinomata Fonderia Sette

Nokill Pontenossa

1 Marzo 2008

Ieri sono andato a fare qualche lancio a Pontenossa (BG), antico paese bagnato dalle fresche acque del fiume Serio.
In tale località esiste un tratto di pesca NoKill. Si può pescare con tutte le tecniche, ami singoli senza ardiglione e obbligo di rilascio. Serve solo la licenza governativa.
Parto da Milano con tutta calma, in modo da essere in pesca per mezzogiorno circa.
Dopo un’oretta e mezza di viaggio, parcheggio, monto la cannetta da torrente 8′ #4.
Finale 0.14 fc.
Il cielo è limpido ma c’è un vento che taglia la faccia che tira verso monte.
Lanciare è piuttosto difficile in queste condizioni (e anche legare le mosche).
Camminando in wading bisogna stare attenti a non calpestare le trote che non sembrano molto impaurite dalla vicina presenza del pescatore (forse non è più un nemico qui ?!?!).
Se ne vedono di tutte le taglie, dal chilo in giù, e bollano …e tanto.
Lanci corti e si arriva senza fatica sopra le trote, altra cosa è farle mangiare.
Effettivamente non capisco cosa mangino e comincio a pensare che siano piuttosto furbine le ragazze.
Provo con una sommersa… un esperimento di partdrige and orange.
Sento la toccata e ferro. Una bella fario si aggancia… si ma dalla pinna!!!!!!!!!!
Tutto l’entusiasmo per la mia creatura, maturato durante il recupero, si trasforma in delusione per la casualità della cattura :(
Le secche in cdc vengono sistematicamente snobbate, nonostante l’evidente attività in superficie!
Provo qualche ninfetta autocostruita che in passato ha fatto il suo lavoro:
la mitica ninfa base in coda di fagiano con e senza pallina in testa.
Anche questa volta mi regala un paio di catture: due fariotte, una molto scura.
Bei pesci, finalmente pinnati e coloratissimi!
l’ultima cattura: un bellissimo ibrido.
Ibrido Pontenossa
Alle 15.30 decido di andarmene… troppo freddo, troppo vento.
a presto Pontenossa

Bei freschi

28 Dicembre 2007

Vacanze di Natale, magnate, famiglia, etc. etc.

“Enrico, andiamo a pescare il 27?”.

“Ok, andiamo”.

Enrico deve sverginare la sua prima canna da mosca ed io ho una voglia matta di lanciare le moschette in corrente.

Si parte con tutta calma, visto anche siamo in pieno inverno a temperature spesso sotto zero, con la fiducia che saremo in due pescatori per tutta la riserva del Pioverna.

Oggi, giovedì, la pesca è riservata alla sola pesca a mosca con obbligo di rilascio. Il permesso giornaliero costa 4Euro con fipsas, 6Euro solo con la governativa.

Enrico pesca a secca, io provo qualche ninfa della mia personalissima collezione :)

Faccio qualche lancio di riscaldamento e bam! il primo pesce ci viene a salutare. E’ un’iridea.

Non passa molto che un’altro pesce bolla sulla secca verdina di Enrico (..azz, ha giù indvinato l’esca giusta?!?!?), ma rompe il finale!!!

Il torrente resterà sempre all’ombra :( Ci accorgiamo di non riuscire a lanciare bene per i cilindrettidi ghiaccio che si formano sugli anelli delle nostre cannette giapponesi.

All’una facciamo una pausa e poi riprendiamo; il freddo aumenta e l’azione di pesca è sempre più difficoltosa (ogni tre lanci togliamo il ghiaccio dagli anelli).

Decido di provare una mosca rotante in una buca lenta, vedo un inseguimento… rilancio, recupero, c’è. E’ una bella fariotta ben pinnata e dai colori splendidi.

“Non sento più i piedi”

“Idem!”

decidiamo di tornare a casa al calduccio, stanchini ma felici per la giornata di pesca.

fishingparteners.jpg

che bello!!!!

19 Dicembre 2007

a mosca

28 Ottobre 2007

amosca450.png

le mosche autocostruite

8 Ottobre 2007

Una soddisfazione impagabile.

Dalla mosca pane alla prima ninfa il passaggio è breve…

Ho il morsetto e quant’altro serva per fare la prima ninfa. amo 16 grub. Penna di fagiano, gentilmente donatami da mio padre cacciatore, dubbing marrone e oliva, perline da ninfa.

le prime sono bruttine… le ultime assomigliano di più all’immagine finale.

Na faccio un po’ e le metto nella scatolina.

Ho comprato anche del pelo di cervo, e sperimentato anche una (e una sola :( ) secca.

Sabato si testano… dove? a Cortenova, un classico ormai! Arrivo la mattina alle 8 e mi metto subito in pesca. Provo la secca senza particolari speranze… ma due lanci sono più che sufficienti. Una fariotta bolla sulla moschina che seguo con lo sguardo, ferro, e la porto a riva. Rilancio… un’altra, più bella… mi si slama sotto i piedi. lancio ancora e tac.. prendo il ramo sull’altra sponda. la mosca, unica purtroppo, rimarrà la attaccata.

albaMonto la ninfetta e mi sposto: due belle iridee pronta pesca si attaccano in una correntina nota per la presenza delle pollo. Continuo con le ninfe…. l’attività dei salmonidi si fa sempre più ridotta. riesco a lanciare sotto un cespuglio, la coda schizza via (tipo carpa e mosca pane), non ferro e metto semplicemente in tesione la coda, ma la canna si piega e molto, ho attaccato un bestione… panico. la tengo… la tengo, la trota spicca un salto uscendo completamente dall’acqua…. sarà un chilo! si rituffa in acqua e la canna è dritta… la coda non è più in tensione… l’ho persa, si è slamata! ‘zzo… per il resto della pescata non farò altro che scuotere la testa, perdendone alla stessa maniera ancora due o tre.06102007001_640.jpg

Che dire… quale miglior soddifazione di pescare con le proprie creaturine?

l’Alba

25 Settembre 2007

Lunedì mattina ore 7.30. Il silenzio avvolge il nostro amato laghetto. Una leggera nebbiolina che si alza dall’acqua illuminata dall’alba incalzante, rende l’atmosfera quasi magica.
La rugiada settembrina che fa risplendere il verde dell’erba e delle piante, mi riporta alla mente le campagne del Regno Unito.
In sottofondo, lontano, la città prende vita, ma per un’oretta almeno non sarà affar mio.

Il silenzio viene interrotto dal volteggiare ritmico della coda che accompagna gentilmente l’ormai nota esca killer (in senso figurato) del Cyprinus carpio, fedele ammiratore di mosche pane.

L’ora è giusta, la partenza della coda non si fa attendere. Ferro, c’è! Un delizioso amur piega la canna e si prodiga in alcune delle sue note fughe che tanto fanno cantare i mulinelli e tanto emozionano i pescatori.

Dopo alcuni minuti il pinnuto erbivoro si arrende. Liberarlo è facile, senza l’ardiglione due dita sono più che sufficienti.

Sono le 8 c’è ancora il tempo per qualche lancio prima di andare al lavoro. Anche in questo caso la mangiata non si fa attendere… opss, ma questa è una carpa! La sento decisa a prende il largo mentre la coda esce copiosa e veloce dal mulinello che si esprime in meravigliosi acuti. Aia! siamo arrivati al backing e ne ho poche decine di metri :(
tento di forzarla un po’, fiducioso nel finale dello 0.28, e riesco a recuperare un po’ di filo.

Eccola che arriva… è una bella regina. Liberata, salutata, ringraziata.
E’ proprio ora di tornare alla realtà, giusto il tempo di un caffè e scappo in ufficio.

Un bel modo per affrontare il lunedì mattina… :)

mosca pane… funziona

7 Agosto 2007

Obbiettivo: grosso ciprinide con la mosca artificiale.

La pesca comincia qualche giorno prima, quando mi accingo a costruire le nuove mosche pane ormai esaurite.

Acquisto della lana artificiale per i filtri degli acquari e ami da carpa di misura 1.

A casa comincia la semplicissima costruzione…

prendo un pezzettino di lana e lo appallottolo con le mani creando una pallina della dimensione di uno gnocco. Schiaccio l’ardiglione dell’amo e gli punto il batuffolo creato, metto l’attack sul gambo dell’amo ed infilo la pallina di lana sintetica fino all’occhiello.

Il gioco è fatto, non serve altro.

Domenica mattina si provano. Sono le nove, non si muove nulla… aparte un vento piuttosto forte. Giro il lago pasturando nei punti che ritengo più idonei, senza successo… non bollano.
mucamosca400.jpg
Dopo un’ora abbandono, mi riporto al pontile, lascio la barca e mi accingo a tornare a casa.

cammianando sulla scala che dal pontile porta alla club house, scorgo un branco di carpe e amur che bollano voracemente sul pane che avevo lasciato all’inizio dell’uscita.

Mi porto vicino senza far rumore, il posto è infrascato, non si può lanciare da lontano.

Ho fuori un metro di coda e lancio nella bolgia mangereccia. mi fermo… passano pochi secondi, la coda si muove, anzi parte.. ferro c’è!!!!!!!!!!

La canna si piega, il posto è impervio. Il ciprinide si avvia sotto il pontile mentre la frizione fischia, ‘azzo.Mi devo muovere ma per farlo devo pucciare i piedi in acqua… amen, lo faccio, e riesco a portare la carpa in posizione meno pericolosa, fuori dall’area pontile.

E comincia il più tranquillo recupero che durerà una ventina di minuti.

Insomma la mosca pane funziona, o almeno ha funzionato per tre volte :)

Amur a mosca

30 Luglio 2007

Mi frullava nella testa da un po’ l’idea di prendere qualche grosso ciprinide a mosca.
Tempo fa mi regalarono tre mosche pane, di cui veramente non sapevo che fare… fino alla settimana scorsa.
Al Bersagliere, da qualche giorno, ci sono momenti in cui branchi di amur bollano a galla allegramente sulle foglie vicino a riva. mmmmhhhh… ecco il momento della mosca pane!
Domenica scorsa esco con Giorox, ma l’attività è poca… poche bollate, pochi lanci, giusto quelli che servono per perdere due delle tre mosche che mi sono state regalate.
La terza la uso per improvvisare il mio primo dressing: amo da carpa grosso con occhiello, attack e ovatta sintetica recuperata da Giorox da un vecchio cuscino.
Sembra molto simile all’originale…
Avevo quasi abbandonato l’idea, quando ieri, pescando i boccaloncini a secca (altro bel divertimento), vedo branchi di amur a galla vicino riva che bollano sul pane di qualche socio pescatore.
Mi precipito alla barca, prendo un sacchetto di pane secco, le mosche pane autocostruite, remo fino al punto dov‘ero prima.
…non li vedo più, si sono spostati, cazzo!!!
Butto il pane secco e mi porto a distanza, fiducioso in un pronto ritorno.
Passano dieci minuti…. eccoli, comincia la frenesia… gorghi ripetuti e contemporanei sul pane che diminuisce a vista d’occhio.
Lancio la mosca e aspetto, una volta, due volte, tre volte, niente.
L’attività si fa sempre più frenetica e il pane è praticamente finito. Lancio vicinissimo all’ultima michetta galleggiante.
La coda parte, ferro! c’e'!
Comincio un tira e molla che durerà mezz‘ora. Dopo dieci minuti mi ha portato a centro lago, tento di remare con un remo verso riva dove riesco ad approdare per chiudere il combattimento.
Eccolo, lo guadiniamo e lo poggiamo sul materassino, l’amo senza ardiglione si toglie in un attimo e l’Amur riprende le acque della cava.

Grazie caro amico Amur… mi sono divertito un sacco.