quando il gioco si fa duro… quasi cappotto

Non è più tempo di acque lente e basse, si affronta il fiume vero! Niente riserve, niente no kill, niente trote pollo, niente campi gara e se si cappotta non fa niente… sarà un cappotto sincero!

Ecco cosa mi passa per la testa alle cinque del mattino mentre viaggio verso le alpi, pronto ad affrontare un tratto di toce basso montano.

Nella mia scatola solo mosche secche, quelle da caccia in prima fila. Mi aspettano acque fredde, veloci e spumeggianti.

Bello montare la prima mosca ed avere una leggera sensazione di freddo… era un bel po’ di tempo che non capitava.

Sono nel fiume, l’acqua è meravigliosa, limpida, fresca. La RW svolazza guidata verso le zone elettive di pesca: dietro i massi e a lato delle correntine, nelle pozzette che possano essere una zona di stazionamento delle trote. Ho molta fiducia ma passano due ore, risalendo il torrente tra i grossi massi e posando in ogni singolo spot che incontro in modo maniacale, curando la posa, il dragaggio, senza risultati. Sono quasi scoraggiato ma continuo imperterrito a risalire non senza pucciare qualche volta il sedere nell’acqua.

Continuo anche senza risultati, il posto è meraviglioso, la giornata è splendida.

Sono le undici ormai, quasi scoraggiato, ma so che un pesce deve salire. E così è! Un piccolo ibrido di marmorata abbandona il suo splendido elemento per assaggiare la vermiglia moschetta in cui ho riposto tutta la mia fiducia.

Ma è quasi mezzogiorno e devo andare, ho scappottato!

toceMedioAlto

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