Tenkara e riali montani

Riale montano

Durante le poche uscite nei riali medio piccoli o nei passaggi più stretti dei torrenti di fondovalle, l’approccio più produttivo è stato eseguire lanci corti a monte a sondare buche e correntine, risalendo il corso d’acqua.

Dopo poco ci si rende conto che, proprio in ambienti come questi, la canna corta e la coda risultano un po’ limitanti. Non appena la coda entra in contatto con l’acqua veloce, il dragaggio è pressoché immediato. Finale e mosca vengono trascinati lontano dal luogo elettivo di pesca. Probabilmente mending o lanci specifici limiterebbero questo comportamento ma c’è un problema: non li so fare. L’ideale, in questi posti, sarebbe quello di avere una canna lunga e una coda molto sottile che stia in acqua il meno possibile.

Quasi per caso mi imbatto in questo sito che parla di pesca a mosca secondo una antica tecnica giapponese: Il Tenkara.

Sampei e tenkara

Canna fissa lunga dai tre metri e mezzo ai quattro, coda sottile o una treccina conica di nylon, una mosca secca o sommersa. La semplicità sembra essere la ricetta vincente di questo stile e la possibile soluzione ai problemi della mia peschetta nei torrenti montani. Ho ordinato una iwana 12′. Credo proprio che, meteo permettendo, sarà la mia canna da “apertura”.

Probabilmente è molto simile alla pesca alla valsesiana di cui, però, non si trova quasi nulla su internet, nelle librerie o nei negozi di pesca.

Pare che il Tenkara fosse proprio una delle pesche preferite di Sampei.

Qui sotto un video che mostra in pochi minuti l’essenza di questa PAM dagli occhi a mandorla.

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26 pensieri su “Tenkara e riali montani

    1. Non vedo l’ora di provare.
      Caso vuole che in questo periodo su sul canale satellitare caccia&pesca stanno facendo dei documentari sulla storia della pesca a mosca in Italia. Pare che questa tecnica con canna fissa, lenza conica in crine di cavallo e mosca sommersa, fosse diffusa in tutto il nord italia da secoli. Peccato non trovare nulla su internet. Ciao.

  1. Ciao Davide
    sono quello che ha preso la tua biocraft EV coda 8.
    A saperlo ti potevo indirizzare presso un negozio di articoli per pesca in brianza dove su richiesta so che trova delle canne per pescare stile valsesiano.
    Comunque nella stessa valsesia si trovano ancora canne valsesiane nei negozi della valle,ne ho sentito parlare… ciao.

    1. Ciao Giorgio. In effetti non avevo ancora deciso se comprare, ho fatto l’ordine qualche giorno fa. Che tu sappia la valsesiana è proprio uguale? Mi ha impresisonato il rapporto peso-lunghezza di quelle canne.
      Ciao.

  2. non lo so se la tenkara e la valsesiana differiscono,secondo me non sono poi cosi distanti come concetto, anzi…io ne ho presa in mano una di valsesiana, in grafite ed era assai leggera…

    1. Sarebbe interessante confrontarle, anche a livello di prezzo. Sta sera sono passato dal Decathlon di Corsico e c’era una cannetta fissa in carbonio da 3.50mt. Chiusa era lunghetta rispetto al tenkara e aveva un’azione di punta e anche piuttosto rapida per fare la pesca a mosca. Pesava circa 8o grammi e costava sui 35 euro.
      Riuscire a trovare una fissa piuttosto morbida non sarebbe male. Avevo visto, in un famoso negozio di Settimo milanese, qualche canna fissa lunga (6-8 mt) per fare cefali dal porto, tempo fa, che chiusa era veramente corta, una quarantina di cm, solo che i prezzi salivano oltre gli ottanta euro. Credo che con un po’ di tempo e pazienza si riesca a trovare una cannetta adatta a pochi euro… ad avere tempo e pazienza appunto 🙂
      Ciao.

      1. Io ho visto in un negozio cinese una canna fissa da 4 metri con un’azione che potrebbe fare al caso tuo. Se ti capita di passare davanti a un negozio di questi prova a fare un salto dentro… Sicuramente i prezzi sono molto bassi.
        Ciao.

  3. maxepi fuori il nome del negozio cinese subito!
    e l’inidrizzo…
    Muc, io circa 20 anni fa conobbi un vecchietto in quel di Abbadia lariana che con una canna fissa della daiwa, la celebre serie rossa in fibra di vetro, una coda in trecciato di nylon e un finale da un metro e due moschette che si guardava bene da non far vedere, a ogni lancio faceva un cavedano a giugno, e pescando a piede asciutto.
    dopo averne presi una ventina in pochissimo tempo, mi diede giusto due consigli e poi sparì come un lampo…

    1. Trovarne di quei vecchietti. In ogni caso Giugno è sempre un bel mese per i cavedani. Certo in acque ferme non deve essere una passeggiata.
      Ho provato ieri a fare qualche lancio, nonostante il ventaccio. Un dramma! E’ piuttosto diverso dal lancio con la coda. Ho provato con la treccia. La prossima volta provo il fc del 0.35, dovrebbe essere un po’ più pesante. C’è da imparare.
      Ciao

  4. Nella mia zona, parte settentrionale del canton Ticino,
    in passato era abitudine pescare con lunghe canne fisse ( 2 segmenti) o a 4 – 5 segmenti, il più delle volte ancora in bamboo, con le 3 mosche. Lo stesso sistema si usava per la pesca con le cavallette. La tecnica di lancio era particolare e a dire il vero non l’ho mai imparata molto bene. L’arrivo delle canne in fibbra ha praricamente fatto scomparire questo sistema. Secondo la mia esperienza, nonostante i passi avanti dei materiali, pescare in questo modo riesce più difficile con una canna in fibbra di vetro e carbonio che non con il vecchio bamboo sempre che si abbiamo braccia adatte al peso della canna!!!!!

    Ho anch’io una valsesiana in carbonio di 4.10 metri la quale pur non costando proprio nulla è costruita in modo molto approssimativo anche se il fatto di essere fatta “artigianalmente” giustifica
    parzialmente i diffetti.
    Credo prenderò anch’io una Tenkara. Qualcuno ha fatto l’esperienza con le comande in USA?
    Sarei molto grato per una risposta

    Luca

    1. Ciao Luca.

      La mia l’ho provata solo una volta in un canale e non mi è stato facilissimo lanciare. C’era pure un po’ di vento.
      Sembra molto ben rifinita ed è molto leggera. Purtroppo ultimamente ho pochissimo tempo per andare a pesca.

    1. L’ho ordinata ed è arrivata in 10 giorni. Non ho pagato dogana, ma so di qualcuno che ha dovuto pagare alla consegna.
      La volevo provare in valsassina, ma sono riuscito ad andare un giorno solo ed avevo troppa voglia di lanciare a coda per provare il tenkara.
      Ciao.

      1. Anche a me è arrivata in una decina di giorni e niente dogana. È costruita con molta cura e il tutto, accessori compresi, accompagnato da spiegazioni semplici e molto comprensibili ad un prezzo che onestamente mi sembra più che accettabile vista appunto la qualità.

        Il concetto è tale e quale quello della Valsesiana attuale e pure le mosche,
        da quello che ho potuto vedere, sono uguali.
        In passato probabilmente i sistemi divergevano di più per ciò che concerne la tecnica di costruzione delle canne e delle trecce.

        L’ho utilizzata pescando a ninfa leggermente appesantita con buoni risultati specialmente una volta presa un pò la mano ( la stagione a secca da noi è ancora lungi dall’iniziare !!!!!). Mi sono divertito un sacco anche perchè in questo sistema si viaggia molto sul fiume. Insistere nelle buche e nei correntini serve a poco. Un paio di pasate e ….via.
        Mi ha colpito la semplicità del sistema e il modo molto “leggero” con il quale si può affrontare la battuta di pesca. Un finale di ricambio, 3 mosche e una piccola forbice.È tutto quanto serve !!!! Un sistema molto “dolce” di entrare nella natura!!
        Ciao

  5. Ho provato il fluorcarbon colorato dello 0.35 e devo dire che lancia piuttosto bene. Forse un filino più pesante della treccia conica di tenkarausa ed un po’ meno “delicato” in posa.
    Ho provato a tagliarlo a circa 5mt con 1mt di tip e dopo una mezz’oretta di lanci si riesce a stenderlo piuttosto bene.

  6. ciao carissimo,
    personalmente non vedo una grande differenza tra la treccina e il fluorcarbon a parte la visibilità dell’uno in confronto dell’altro. Non mi sembra neanche così importante la delicatezza o meno del lancio visto che credo che tenkara abbia il suo utlizzo principe in piccoli torrenti e riali con mosche sommerse o ninfe dove la delicatezza non credo sia poi così richiesta (al fine delle catture) a meno che non si voglia ricercare un particolare piacere personale. Ho l’impressione che neanche volendo si riesca a pescare “pesante” e questo detto da uno che non è certamente conosciuto per la sua tecnica raffinata.
    Tutto il sistema mi sembra così delicato e semplice che sia con uno che con l’altro finale l’esercizio risulta semplice. Certo bisogna farci la mano, capire come anticipare l’azione di pesca, abituarsi a una pesca ravvicinata e il più delle volte esposta sia che si peschi risalendo che scendendo. Per un pescatore a mosca l’esercizio è sicuramente ancora più facile. La leggerezza dell’attrezzatura e il relativo dispendio di energia ( assenza di falsi lanci) per me ha sempre più che compensato l’attenzione maggiore richiesta (per rapporto alla classica a secca) e forse un qualche passo in più vista la natura del fiume classico da tenkara dove risulta inutile eseguire più che un paio di lanci per buca.$
    Saluti Luca

    N.B.: credo che il prossimo anno (da noi la stagione è già finita da un pò!!) sarò ancora più assiduo nell’utilizzo di tenkara. Mi piace un sacco

    1. Ciao Luca. In effetti la questione delicatezza di posa non ha molto senso in questi contesti, tuttavia mi è sembrato che la treccina si comporti in modo più piacevole nel lancio. Ma son cose soggettive. Per la verità uso quasi sempre la secca a cavedani nel milanese ed ho avuto stessi risultati sia con treccia che con fc. A pensarci non tocco una canna da mosca “normale” da un bel po’ a causa del tenkara. Quando chiude la stagione da voi?
      Ciao, Davide.

  7. È già chiusa dalla metà di settembre purtroppo. Stagione molto magra oltrettutto. Ci sarebbe ancora una pesca speciale al temolo (aperto solo ottobre e novembre) ma non ho ancora deciso se prendere la patente o meno. Comunque il temolo sarebbe aperto solo in zone off limit per la tenkara.
    Ho pescato ancora abbastanza con la secca. Da noi l’acqua è generalmente molto limpida e appena il torrente diventa un pò più grande la tenkara dimostra tutti i suoi limiti e la canna a mosca normale diventa un obbligo per le distanze che sei obbligato a tenere se non vuoi spaventare pesci a destra e a manca.
    Comunque la tenkara mi ha dato nuovi stimoli quest’anno dopo un periodo che non sentivo più sta grande passione.
    Ho visto che frequenti spesso riali montani. Attenzione che in questi luoghi gli equilibri naturali vengono spezzati molto velocemente e ci vuole poco per “desertificare” un torrente.
    Come faccio ad inviare foto?
    Buona giornata. Luca

    1. Ciao.
      Concordo con quello che dici sugli equilibri, quest’anno ho trattenuto 5 trote in tutta la stagione. In montagna mi piacerebbe andare più spesso, purtroppo il tempo è sempre poco 😦 .
      mandami le foto a paparedda@gmail.com che te le pubblico.

      Ciao,
      Davide.

  8. A parte le trote trattenute (anch’io ne trattengo pochissime come te) il problema è che in questi torrenti la fragilità stessa dei pesci , porta a perdite indipendentemente dal sistema di pesca (chiaro che verme e camole hanno un’altro impatto). Personalmente cerco sempre di frequentare questi torrenti pochissime volte all’anno per non dire neanche una volta in media all’anno. Avrai notato la facilità nelle catture e il numero alle volte molto elevato di trote che salgono a prendere l’artificiale.
    Credo però che solo lo stress della cattura oltre che ai pericoli per il pesce dovuti all’asperità dei bordi porti a perdite anche con una pronta rimessa in acqua. Credo comunque che sia un bel passo avanti il frequentare questi luoghi con la mosca e non con il classico verme o simile. Per lo meno è molto più difficile (ma non impossibile!!) che il pesce ingoi l’artificiale fino a rendere complicata la slamatura.
    Un’altra attenzione che porto è quella di non frequentare questi luoghi dopo la metà di agosto quando comincia la maturazione delle uova e il pesce o poco o tanto inizia a preparare la vera e propria deposizione che avverrà in seguito. È sempre una frustrazione quando si pulisce un pesce (magari trattenuto per forza maggiore) e si vedono oramai formate uova e liquido seminale.
    Credo sia la contaddizione di chi ama l’acqua e i suoi abitanti pinnuti. Mia moglie non perde occasione per farmelo notare !!!!!
    Ciao Luca

  9. No, non necessariamente a parte nei casi in cui la pressione di pesca diventa tale che le uniche alternative sono il divieto oppure la rassegnazione davanti a un torrente in agonia. L’ideale sarebbe una presa di coscienza più matura da parte nostra

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