La Pesca a Mosca Valsesiana


La pesca a mosca valsesiana
La Pesca a Mosca Valsesiana

Da quando ho scoperto il Tenkara, ho scoperto anche l’esistenza della tecnica Valsesiana,  un metodo di pesca a mosca tradizionale piemontese le cui origini si perdono nella notte dei tempi. E’ molto simile al Tenkara in quanto si utilizza una canna fissa, una coda in crine di stallone intrecciato ed una o più mosche arificiali.

Le informazioni a riguardo sono, anzi erano, molto poche sul web. Mancava di fatto un sito di riferimento per la mosca valsesiana.

Ebbene sono felice di mettere tra i miei links e recensire il nuovo sito di Andrea Scalvini, con cui ho avuto un interessantissimo scambio epistolare nei mesi scorsi, La Pesca a Mosca Valsesiana.

L’autore è un valsesiano DOC e pescatore a mosca per tradizione di famiglia. Sulle pagine del sito viene trattata la storia, la tecnica, le attrezzature necessarie per praticarla.

Inoltre Andrea descrive la Valsesia, il luogo dove questa tecnica è nata, ed i personaggi che la praticano.

Cito uno dei passaggi che mi ha colpito di più e dal quale emerge la passione e lo spirito dell’autore:

Secondo me la pesca a mosca valsesiana è arte, è musica, e anche se tutti noi suoniamo un pezzo leggendo il fiume che è lo spartito , ciascuno lo suona in modo diverso, l’importante è riuscire a trovare l’armonia giusta. Questo non significa solo riuscire a prendere un pesce, ma sentirsi in simbiosi con la natura che ti circonda, allora sì che si diventa artisti.

Il sito mi sembra molto ben fatto e credo che sarà clickato da molti appassionati di pesca a mosca di tutto il mondo. Bravo!

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13 thoughts on “La Pesca a Mosca Valsesiana

  1. Vada il mio personale plauso ad Andrea Scalvini, Valsesiano autentico DOC, del quale da anni mi onora della Sua collaborazione , per aver Lui voluto e saputo portare alla conoscenza del mondo intero e di TUTTI degli appassionati della PESCA STORIA , la tecnica della PESCA CON MOSCA alla VALSESIANA. Non posso fare a meno ri cocordare in mio Esimio Professore Valsesiano originario di Sabbia, piccolo comune della Valle Mastallone, quando Lui , il Prof. COSTANTINO BURLA, sommo Artista di tale tipo di pesca , ANNO 1944, entusiasmava con calore, in quel di Varallo Sesia , gli Ufficiali Tedeschi , stanti in quel di Varallo Sesia , come punto di presidio forzato della nostra Valsesia. Erano tutti Ufficiali educati e civilissimi , Professori di Musica anche in Conservatorio , ma anche GRANDI COMPETENTI DI PESCA CHE SI RITENEVANO ONORATI e meravigliati dalla bravura del nostro illustre Prof. Costantino Burla , e i quali, vicinoa Lui, nel Torrente Mastallone, desideravano apprendere e conoscere quindi…… codesta Tecnica di Pesca Speciale !!! Mi auguro con il cuore che grazie anche alla bravura dell’Amico di infanzia, ARTURO PUGNO . la Valsesia colga l’occasione PER FARSI CONOSCERE COME TERRITORIO CIVILE, INCONTAMINATO NATURALE , che ,CON UN TURISMO INTELLIGENTE CHE ASSIEME CON IL NOSTRO SACROMONTE DI VARALLO , ABBINI ANCHE LA PESCA ALLA MOSCAVALSESIANA, LA MUSICA DI VALSESIA MUSICA E TRIACAMUSICALE, E LE NOSTRE TRADIZIONI WALSER portando a tutti enormi vantaggi economici e culturali. IN FEDE Gianpiero Rabaglio da Varallo Sesia (VC)

  2. Sono felice anch’io di apprendere che la pesca “alla Valsesiana” abbia finalmente il
    ricoscimento che credo si meriti.
    Una decina di anni fa, attirato da informazioni e letture fatte su questo tipo di pesca
    e affascinato dalle immgini della Valle,
    mi sono sobbarcato una trasferta non proprio da niente per recarmi in Valsesia alla
    ricerca di informazioni e materiali che potessero in qualche modo aiutarmi ad avvicinarmi di più a questa tecnica e alla “filosofia” che l’accompagna.
    Delusione cocente!! Visitati negozi, chiesto di qua e di là, non sono riuscito a cavare il classico ragno dal buco. Mi sono state presentate mosche che altro non erano che dei comunissimi spider, neanche tanto ben costruiti, montati su ami del tutto normali. Delle classiche canne poi neanche l’ombra. Mi sono trovato a dover spiegare ad una per altro simpaticissima venditrice, come avrebbero dovuto essere secondo le informazioni che avevo, le famose canne valsesiane. Cadeva dalle nuvole.
    Altro che piume di ucelli autoctoni!
    Anche la zona, così tanto decantata per l’ambiente incontaminato mi ha alquanto deluso e questo è stato forse la cosa più negativa. Scavi ogni dove sulle sponde del
    generosissimo fiume, estrazione selvaggia di inerti, cantieri di qua e di là costruzioni di gusto molto dubbio e sicuramente non degne delle bellezze naturali che stanno intorno. L’acqua si, si vedeva che doveva essere un tempo l’orgoglio degli abitanti di questa (ex) bellissima valle. Ma gli era stata sottratta la personalità, la felicità, l’anima.
    Ho avuto purtroppo l’impressione di un prodotto (la Valle) molto meglio venduto e reclamizzato che reale. Devo dire il vero, avevo un nodo alla gola.
    Spero che in questi anni sia stato fatto il necessario (e ancora possibile) per portare la Valle e il suo fiume per lo meno alla parvenza dell’antico splendore.
    Così come l’ho vissuta io la pesca Valsesiana può essere paragonata alla pesca con la mosca presente in molti altri territori. Le particolarità di questo tipo di pesca antica cioè le mosche, le canne, le code ecc dove sono andate a finire? Cosa contaddistingue oramai questa pesca da moltre altre se viene praticata con canne in carbonio, code e finali sintetici, mosche dozzinali ecc?
    Sono grato a chi si è così tanto impegnato nella creazione del bellissimo sito che ha il grande pregio di aver salvato qualche cosa di estremamente importante per comprendere uno spicchio di vita di una valle simile(fatte le necessarie proporzioni) a quella dove ho la fortuna di vivere io.
    Mi spiace di questo sfogo da pescatore a mosca frustrato ma non potevo farne a meno. Magari è solo la mia scarsa conoscenza della valle e delle sue realtà, la trasferta andata male ad avermi lasciato l’amaro in bocca. Se così fosse spero di non aver suscitato sentimenti negativi.
    Di nuovo grazie al creatore del sito e a te Davide per averlo segnalato.
    Luca

  3. Caro Luca, capisco il tuo sfogo la tua uscita in Valsesia è andata proprio male e la prima cosa che voglio dirti è di tornare e di venire a trovarmi non resterai deluso di nuovo almeno.
    Se sto lavorando ad un sito sulla pesca a mosca valsesiana è proprio per fare conoscere cosa è la vera antica tecnica, che non è certo quella che puoi trovare nelle mosche e nelle lenze in nylon che si vendono nei negozi.
    In effetti nel mio sito non hai visto nulla del genere e invece trovi la descrizione delle lenze in crine che tuttora ci costruiamo da soli e vedi un vero pescatore che prende una trota con una lenza doc e una canna che probabilmente è stata costruita prima che tu nascessi e che è straordinariamente simile a quelle descritte nel 1500! La mosca valsesiana è unica e merita di essere vissuta tramite i pescatori valsesiani che ancora la praticano seguendo la tradizione, per questo sto lavorando per farvi conoscere questi pescatori e il vero modo che loro hanno di pescare che è molto lontano dai tecnicismi della pesca a mosca moderna e dall’aspetto commerciale che la alimenta.
    Non posso condividere la descrizione che hai fatto della Valsesia e dei suoi fiumi, le foto che ho messo sul sito parlano da sole, potrei aggiungerne a decine perchè in verità quì è pieno di tratti intatti e privi di qualsiasi intervento artificiale . Devo dire che a monte di Varallo è veramente difficile riuscire a trovare sbarramenti o altro che sia riconducibile ad un intervento dell’uomo , dalla tua descrizione sembra che tu abbia imboccato la valle sbagliata ma se torni posso rimediare facilmente anche a questo portandoti io stesso sul fiume.
    Grazie per il tuo sostegno e per quello di tutti coloro che mi hanno fatto i complimenti siete un grande conforto , continuate a seguire il sito siamo solo all’inizio c’è ancora molto da scoprire.
    Andrea Scalvini

    1. Si leggono tante belle cose in giro per il web, uno si carica di entusiasmo e si compra una tenkara….. e poi perde giorni e giorni per, INUTILMENTE, cercare di trovare chi venda i crini o qualcosa similare per lo stesso uso. A Milano nemmeno Parini ha cose del genere, e l’entusiasmo comincia già a passarmi!!!
      Riccardo

      1. Marco…leggendo il tuo sito poi c’è la conferma che uno i crini deve solo che costruirseli da soli, nemmeno un suggerimento su una eventuale alternativa per iniziare perlomeno a impratichirsi nelle esposizioni, tanto per dire…magari uno dei mille trecciati che si trovano in tutti i negozi…..no….o te lo costruisci da solo oppure non puoi far parte del club! Non vorrei ripetermi….ma gli entusiasmi sono veloci sia a venire che ad andarsene!! Grazie
        Riccardo

      2. Ciao Riccardo. E’ una pesca che non si compra. Fatta solo di tradizione tra persone. Se ti piace, il mio unico consiglio e di andare la e chiedere ed osservare, senza pregiudizi. Lascia stare i negozi… non è la strada della valsesiana.

  4. Andrea, se una persona volesse provare a pescare alla Valsesiana, che consiglio daresti circa le attrezzature da acquistare? Esistono canne in carbonio specifiche pensate per questo tipo di pesca? Che caratteristiche hanno? Sono telescopiche o ad innesti? Quanto sono lunghe? Quanto pesano? Mi pare di capire che le code in crine siano ancora le migliori, esistono anche quelle in nylon o fluorocarbon intrecciato?
    Dove ci si può procurare un “kit” da valsesiana e quanto si può spendere più o meno?
    Ciao e grazie,
    Davide

    1. Purtroppo le canne da mosca valsesiana in circolazione non sono nate per questo scopo visto l’esiguo numero di pescatori che praticano ancora questa pesca e quindi non hanno in genere l’azione che serve che è molto di punta come avrete visto dalle foto sul sito. Anche io utilizzo una canna in carbonio telescopica della lunghezza di quattro metri e venti che pesa circa 130 grammi che è il miglior compromesso che ad oggi ho trovato, ma è difficile reperire canne con la giusta azione ed è per questo ho contattato un artigiano da cui intendo farmi costruire delle canne in carbonio telescopiche che siano un buon prodotto (anche perchè artigianale) e con un prezzo abbordabile a chiunque. Per le lenze in crine il discorso è semplice, non c’è storia il crine è ancora imbattibile permette un lancio molto più preciso e non si affloscia come le treccine in nylon, in commercio non si trovano più code simili perchè è difficile reperire del buon crine e più ancora trovare chi è ancora capace di intrecciarlo, i pescatori esperti si fanno le lenze da soli , se decidi di provare sai che sei il benvenuto in Valsesia quando vuoi e se vieni te la regalo io una delle mie lenze in crine.

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