Con Ryuta in alta Valsassina

Io e Ryuta, dopo il successo della giornata in Val Sesia di fine Giugno, riusciamo finalmente ad organizzare, di nuovo, una bella pescata. La destinazione è l’alta Valsassina, teatro di ottime uscite durante gli anni passati.

Arriviamo verso le sette del mattino. Lo scenario è favoloso, siamo immersi nel verde delle montagne, lontani mille miglia dal caos metropolitano. Ieri sera un grosso temporale ha gonfiato molto il torrente e siamo un po’ incerti sull’andamento della battuta, ma proseguiamo fiduciosi lungo il sentiero che ci porterà all’inizio del nostro percorso di pesca.

Inizia la camminata
Inizia la camminata

Forse sto perdendo la memoria, non mi ricordavo che la salita fosse così ripida e lunga. “Il torrente si allontana” mi suggerisce ad ogni tornante il mio compagno d’avventura. Ed io : “Abbi fede, ti divertirai!”.

io
io
La foresta
La foresta

E dopo la nostra ora e mezza di sudata salita arriviamo a destinazione.

Verso il torrente
Verso il torrente

Usiamo le nostre Shimano da undici piedi, canne praticamente introvabili al di fuori del Giappone. La mia ha un’azione di punta mentre la sua è parabolica. Credo di non avere mai pescato con una canna così leggera.

shimano LLH 33
shimano LLH 33

Abituato alla Motzugo, più lunga e pensante, non è semplicissimo calibrare il braccio per la nuova cannetta del sol levante che mi sono regalato quest’inverno pensando proprio a battute in ambienti come questo. Tuttavia dopo pochi lanci se ne apprezzano tutta la leggerezza e precisione.

Io parto con la mia versione della Hishigaki kebari e lui con il suo asso nella manica, la Ryuta kebari.

Nonostante io sia un sostenitore della prima, devo dire che la mosca di Ryuta sta guadagnando un sacco di punti ed il mio morsetto ne sta producendo in buone quantità.

L’acqua è alta ma pescabile, tant’è che, individuata una mini derivazione del torrente, provo subito a “pucciare” la mosca ed ecco la prima trotella.

Che Pancia!

Anche Ryuta sembra trovarsi a suo agio e già dai primissimi lanci i risultati non mancano, anzi, le prende tutte lui!!!

Ryuta e la sua prima trota della giornata
Ryuta e la sua prima trota della giornata
Fish on
Fish on
Fario
Fario

Continuiamo a risalire per qualche ora e con buone soddisfazioni. Il cielo è grigio, con delle aperture a tratti, la temperatura buona e il livello dell’acqua è medio-alto. Gli ingredienti ci sono tutti e i risultati si vedono.

La trota di montagna
La trota di montagna

Lanci mirati e precisi ci permettono di sondare ogni punto elettivo di pesca. Dietro i massi, nelle zone dove l’acqua è meno turbinosa, a margine della corrente. Le mangiate si palesano quasi sempre a galla, la mosca è sospesa appena sotto la superficie, e questo rende ancora più piacevole ed eccitante la pescata.

Ryuta in azione
Ryuta in azione
Muc in azione
Muc in azione

Una trota spettacolare sale sulla Ryuta Kebari, che nel frattempo ho legato al finale, compie due balzi fuori dall’acqua e si slama. Amen! D’altronde si sa che il pesce più bello si perde sempre.

Durante il ritorno ci fermiamo in qualche bello spot e riusciamo a fregare ancora qualche trotella anche grazie ai livelli dell’acqua che nel frattempo sono visibilmente calati.

Sono dodici ore che stiamo sbacchettando sul torrente, sono distrutto, torniamo a casa!

Non posso che ringraziare il mio compagno di pesca Ryuta, sempre pronto ad aiutarmi e riferimento imprescindibile  nel percorso d’apprendimento di questa tecnica. Spero si sia divertito, credo di si! Anche quest’anno l’alta Valsassina non ha deluso le aspettative!

Amici del Tenkara
Amici del Tenkara
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14 thoughts on “Con Ryuta in alta Valsassina

  1. Grande Muc!!!
    Bello leggerti e scoprire che fai sempre nuove scoperte con le tue cannette!!!

    Prima o poi troverò anche il tempo per riprendere in mano la canna (da mosca o fondo) perchè mi manca la pesca!!!

      1. Ho scoperto che ci sono dei laghi ricchi di pesci e altri praticamente vuoti in pochi km.

        I fiumi sono sempre marroni e in questa stagione sempre con corrente forte… mi piacerebbe però provare a prendere un pescegatto africano magari con una mosca sommersa 🙂

    1. Ciao Valvise, sono sicuro che tu conosci questi posti. Dimenticati dalle masse ma non da chi vuole costruire centraline 😦
      Ciao.

  2. Ciao Muc, bellissimo posto per la tenkara! Visto che mi sembra di capire tu sia in contatto costante con Ryuta potresti farmi avere la sua mail (sempre che lui sia d’accordo). Vorrei farmi un regalino per Natale e comprare la canna del maestro Sakakibara (come quella della foto che ha postato Valerio su Pipam nel therad “Tenkara- il cerchio di Balboa”) che credo possegga anche lui. Magari potrebbe guidarmi in tale acquisto visto che la fonte sarà un negozio on line giapponese. Ormai dedico il 100% delle uscite in torrente a questa tecnica che trovo ogni giorno più appassionante. Il progetto dei video “tenkara Friuli” è momentaneamente sospeso visto che essendo da poco diventato papà il tempo a disposizione per la pesca è poco. Continuo tutti i giorni a visitare il tuo blog in attesa di novità visto che è l’unica fonte di rispetto per la tenkara in Italia.
    Ciao

    1. Congratulazioni al neo papà!!! 🙂
      Ci sarà tempo per i video.
      Il Tenkara è molto appassionante in effetti. Che mosche usi Maska?

      Ciao,
      Davide.

  3. Sostanzialmente simili alla Kebari sulla quale hai fatto il video, variando le colorazione anche se il corpo nero con hackles brown rimane tra le combinazioni più efficaci. Utilizzo maggiormente piume del fianco di germano per le hackles ed ho iniziato ha farne qualcuna inserendo le tipiche perline di bricolage diametro 2-2,5mm in plastica di colore nero, giallo oro trasparente, rosso, verde smeraldo trasparente sia in posizione post-hackles sia pre-hackles con buoni risultati. Diciamo che queste sfere oltre ad avere funzione attrattiva danno alla mosca un peso superiore ad una mosca secca ma inferiore ad una ninfa facendo lavorare l’artificiale ad profondità di circa 10 cm. Ti dirò, forse sono solo pippe mentali dato che Sakakibara, perlina o no, le tirerebbe fuori tutte. A volte si cerca di compensare la non perfetta tecnica riponendo vane speranze nelle mosche. Vorrei provare invece a pescare come indicato nell’articolo di Crhis Stewart “Long rod, short line” per capirne i vantaggi. Io tendo sempre a pescare con level in fluorocarbon da 15′ e canna da 13′ ma il recupero del pesce è sempre un po’ difficile. A volte mi aiuto con l’estensione a 14,7′ della ITO estraendola in fase di recupero. Se riesco sabato mattina me ne vado in Carnia sul Chiarsò, vediamo come va.
    Ciao

    1. Grazie Andrea per il tuo apprezzamento e per il link.
      Molto interessante il tuo sito sulla canna fissa. A noi il mulinello non ci piace proprio eh 🙂
      Ciao

  4. Ciao Muc, ottimo sito e ottime le notizie che riporti.

    Sono un neofita della pesca e mi sto avvicinando a tecniche diverse. Ho iniziato con canna fissa sul naviglio pavese e spinning sul Ticino.

    L’altro giorno per caso, alla ricercca di notizie sul naviglio pavese, sono atterrato sul tuo sito. Guardando le foto e leggendo i racconti mi hai fatto venir voglia di provare con la tecnica della pesca a frusta, valsesiana o tenkara.

    Ti ringrazio per le informazioni e volevo chiederti un consiglio sul materiale che potrei recuperare per iniziare con questa tecnica. Oppure se acquistare da internet oppure se puoi darmi qualche consiglio su negozi in zona Pavia-Milano.

    Grazie e ciao

    1. Ciao Michele,
      grazie per le belle parole.

      Avevo provato a cercare qualche canna adatta a questo tipo di pesca nei negozi della zona, senza successo. Ma forse non ho cercato abbastanza.

      Ho trovato una canna Valsesiana in carbonio a Borgosesia, abbastanza costosa. Non l’ho comprata.

      Credo che la via più facile sia quella di ordinare una Tenkara da http://www.tenkarausa.com. Spediscono da UK e non dovresti pagare dogana.

      E’ una pesca che trova la sua massima espressione nel torrente montano in acque non troppo tranquille, ma può dare ottimi risultati anche nelle rogge con i cavedani ed i vaironi.

      Sinceramente credo non ci sia miglior modo per avvicinarsi alla pesca a mosca.

      Non ho mai pescato in Ticino, ma leggendo il libro “L’amo e la lenza” di Mario Albertarelli, ho scoperto che ci si pescava eccome con la frusta. Forse erano altri tempi, altri pesci, chissà.
      http://www.spinningonline.it/associazione/pdf/Lamoelalenza.pdf

      Ciao,
      Davide.

  5. mi puoi dire la località dove sei andato a pescare con ryuta in questo servizio sulla valsassina? grazie
    (se ti va scrivimi in privato, avrei una cosa da chiederti) esco spesso con Giampietro mazza a pesca, amico comune.
    grazie Fausto

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